Come può un giovane atleta, apparentemente sano, essere colpito improvvisamente da un’aritmia grave?
Una delle possibili cause è la cardiomiopatia aritmogena, una rara malattia genetica che può rendere il cuore progressivamente più fragile e instabile dal punto di vista elettrico.
La ricerca coordinata dalla Prof.ssa Tania Zaglia, del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova, guarda questa patologia da una prospettiva nuova: non soltanto come una malattia del muscolo cardiaco, ma come un’alterazione del dialogo tra cuore e sistema nervoso.
Gli studi si concentrano sui neuroni simpatici, che aiutano il cuore ad adattarsi allo stress fisico ed emotivo. Nella cardiomiopatia aritmogena, questa comunicazione può essere alterata e contribuire alla comparsa delle aritmie.
Da qui nasce ERDERA, consorzio internazionale che riunisce ricercatori, cardiologi e associazioni di pazienti, tra cui GECA e AICARM, con l’obiettivo di comprendere meglio questi meccanismi e individuare nuove strategie terapeutiche.
Perché nelle malattie rare ogni nuova conoscenza può aprire una strada.


